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   Per la dignitĂ  della madre dell'uovo (anche pasquale)

 



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martedì, 17 novembre 2009
 

Quarta buona notizia

Il fagiolino si è girato ! Ho rinunciato a capire come è messo , ma sembra a "L", con le gambine che mi vengono a cercare le costole giorno e notte, qualche  volta mi fa il solletico, qualche volta mi tocca puntare un dito per farlo abbassare perche' mi fa proprio male Come dice l'ostetrica, "siamo in due, e pago io l'affitto"  

Sono contenta, non riuscivo ad abituarmi all'idea del cesareo, provavo ad immaginarmelo e non sapevo cosa fosse peggio: essere addormentata e quindi "assente", oppure fare l'anestesia parziale come si usa adesso, e sentirsi aprire come una cozza. Poi una razionalizza, se fossi nata 150 fa, un bambino podalico avrebbe portato altri discorsi che "Preferisco così o cosà". Ma insomma, mi sento meglio pensandomi parte attiva, per quanto male possa fare. Oddio, nell'incertezza dei tempi e di come sarà, mi sa che Marlon avrebbe rinunciato anche volentieri al travaglio ma si è attivato lo stesso per chiedere al dottore se si poteva in qualche modo incoraggiare la capriola del piccolo Posso dirlo? Invidio le cangure.

Insomma, tutto bene. Delle piccole rognette non mi sono fatta mancare niente:  l'ultima è la sindrome del tunnel carpale, di cui ignoravo beatamente l'esistenza... Ma le cose importanti sono tutte negative, soprattutto il diabete e un esame per toxoplasmosi, che mi avevano messo in allerta.

L'unico cruccio in questo mese di congedo preparto è che continuano a cercarmi, per quanto poco, dal lavoro, e io non ho più la testa. Il mio pensiero è la carrozzina da comprare, usare i pannolini normali o quelli di stoffa, e poco prima dell'ultima visita medica devo consegnare un articolo. Per il quale sono in ritardo, come sempre. Vorrei dedicarmi di più a parlare e cantare al bambino, farmi una vera vacanza, anche perché a rispondere alle mail di lavoro, per paura di sbagliare, ci metto il triplo del tempo. Così... mi avevano avvisato che le mamme vivono per definizione di sensi di colpa. Ma cerco per quanto posso di scrollarmeli di dosso e ora... prepararmi al lancio del disco !!!


postato da CloseTheDoor | 12:27 | commenti (7)
maternitĂ , fagiolino


domenica, 08 novembre 2009
 

Due (tre?) buone notizie

In questo incanaglimento generale, che il Partito democratico abbia scelto come presidente una donna colta, seria, preparata e combattiva, testimone in prima persona della fede cattolica eppure con profonda consapevolezza della bistrattata questione laica, e che ha risvegliato un movimento d'opinione che rigetta quel sentire così italiano per cui una donna deve prima di tutto apparire tiratissima e "figa" - possibilmente scollata e scosciata mi fa proprio piacere.

Due: chissà che sull'onda dell'ok alla riforma della sanità americana, ci si renda conto del valore del pubblico in certi settori-chiave della nostra vita.

Ci sarebbe una terza buona notizia, cioè l'Italia 6° paese più ricco del mondo.  E' che lo dice Berlusconi, e mi viene naturale pensare ad una pietosa bugia. E in effetti ci vuol poco a dimostrare che di questo si tratta. Ma insomma, siamo così in carenza di ottimismo, che pure una piccola, pietosa bugia berlusconiana può far bene alla salute    ;-) 

 

 

postato da CloseTheDoor | 11:01 | commenti (8)


venerdì, 30 ottobre 2009
 

Quasi mamma

Sono alla 35^ settimana. Cioe' sto finendo l'8 mese.

Il 6° e 7° sono senz'altro stati i migliori, finite le nausee, nonostante cistiti emorroidi piedigonfi maldischiena e sanguedanaso, ci si muove con leggerezza fisica e d'animo. Poi la pancia fa il suo mestiere: cresce, si muove, e... pesa. Adesso quando salgo le scale arrivo in cima col fiatone, mi sento una campionessa solo per avercela fatta, ma incrocio gli occhi sbalorditi degli studenti 20enni che evidentemente vedono solo una professoressa un po' ippopotama. Una passeggiata o una corsa in bici di una mezz'oretta caricano in maniera inaspettata quello che l'ostetrica chiama il "pavimento pelvico", che sarebbe poi la striscia di carne che sta in mezzo alle gambe e tiene su tutto.

L'uccellino, poi diventato un micio, ha assunto progressivamente le movenze di una biscia. Ma adesso, siccome è podalico, sento proprio la testina che spinge sul diaframma e mi ferma il respiro, e i piedini che vanno a farmi il solletico sulle costole. Le ecografie sembrano immagini dallo spazio, in cui il bimbo si lascia vedere mentre si lecca una mano e sembra che saluti. E' chiaro che sente i rumori: quando sente la voce scherzosa di Marlon o quella squillante di mia mamma, gira la testa a destra e sinistra come per cercarli. Mentre mia mamma quasi gorgheggia davanti al pancione, Marlon è impacciato da far tenerezza, gli fa le pernacchie e come prima frase è riuscito a dire "Ciao bimbo: tuo papa' è scemo!"

Mi ero sempre molto innervosita quando, parlando di figli, veniva fuori la sequenza "Tu hai figli? - No. - Allora non puoi capire". Pensavo, ma che diamine c'è da capire? Ok, è un legame di incommensurabile affetto, che ti fa fare le cose più pazzesche. Invece no. Dentro di me si è instaurato un legame diverso, un legame di carne, che non è affetto. Lo precede. Non posso sinceramente dire di voler bene a questo bambino, perche' non l'ho ancora visto, non lo conosco. Ma sono i miei visceri. E con tutta la fatica che ci si mette, le piccole e grandi noie, e la paura del Grande Dolore Finale con cui siamo chiamate ad espellere il bolide stile lanciatrici di peso alle Olimpiadi, credo che sarei capace di staccare il naso a morsi a chiunque osasse torcergli un capello.

La parte divertente sarà quando dovrò rendermi conto che si tratta di una Persona, che non farà né dirà né penserà quello che farei direi penserei io. Ma penso con tenerezza al momento in cui, immagino fra una quindicina d'anni circa, mi dirà che mi odia e che gli ho rovinato la vita.

postato da CloseTheDoor | 20:15 | commenti (8)


lunedì, 19 ottobre 2009
 

Napoli 40 anni fa era così

"Napoli 40 anni fa era così", mi dice mio zio, che ha fatto la luna di miele a Napoli, quando gli racconto della cortesia e generosità giapponesi. Mia zia annuisce convinta. La domanda che sorge spontanea e' "e poi che cosa e' successo?". Anche in Giappone c'e' la Yakuza, ma adesso che sono stata lì, posso credere che sia vero che un quartiere firmi una petizione consegnata ai capomafia locali perché i loro scagnozzi non salutano, parcheggiano in posti non riservati e sparano... dopo le 23.
E' difficile rendere lo choc del rientro: nel parcheggio dell'aeroporto di Venezia troviamo un autista imbranatello che non aveva capito che doveva pagare ad un box automatico prima di uscire e non presentarsi all'uscita con i soldi, quindi comincia una faticosa inversione a U che blocca tutti gli altri. Uno degli automobilisti in fila scende dalla macchina - noi, ancora imbevuti dello spirito giapponese, crediamo che vada a dargli istruzioni per aiutarlo a uscire - si piazza davanti al finestrino del tipo, gli urla in faccia che è un imbecille per 5 minuti buoni, e poi torna in auto.

 

In Giappone ci si lava come nei cartoni animati.  Cioe' i bagni sono spesso comuni. Si trova uno sgabellino per terra a fianco di una doccia: si presume che la persona si sieda sullo sgabellino e si lavi a pezzi, usando una ciotola di plastica dove mescola acqua e sapone. Dopodiché, lavati e docciati,  ci si immerge - completamente nudi ovviamente - in una vasca di acqua bollente.

L'omiaghé è fondamento del vivere civile. Presentarsi in visita da qualcuno a mani vuote, oppure non contraccambiare un favore in qualche modo, è da buzzurri. Come tante cose, il riflesso è di dire "ma anche da noi è così".Sì, ma da loro è *veramente* così.

I Giapponesi stessi si addormentano agli spettacoli di Teatro Noh. Il che, diciamocelo, è rassicurante.
   
Lo spettacolo è di una lentezza ipnotica, che ha un'origine religiosa: essendo uno spettacolo sacro, è pensato per poter essere "visto" dalle divinità, che come si può immaginare vivono alla velocità della luce (oddio forse l'immagine è troppo moderna ma rende l'idea). Quindi siccome noi, per gli dèi, siamo paragonabili a zanzare che ronzano fastidiosamente sulla terra, bisogna che lo spettacolo sia LENTISSIMO. Calcolate un minuto buono perché un attore Noh compia un singolo movimento, come alzare un braccio, avanzare di un passo.
Aggiungeteci che la struttura di uno spettacolo Noh, pur essendo molto antico, è parecchio all'avanguardia: all'inizio dello spettacolo di solito c'è un Prologo, in cui un attore presenta la storia. Più o meno verso la metà della storia, si capisce che l'attore che faceva il Prologo è lui stesso uno dei personaggi, e che lui oggi è un fantasma, e la storia che ha presentato all'inizio in realtà è la SUA storia, avvenuta secoli prima. Il tutto comprende opere scritte anche secoli fa quindi in un giapponese arcaico.
Il risultato è che se a me e Marlon dopo un po' ci calava la palpebra, mi ha confortato notare che erano diversi gli spettatori giapponesi a cui la testa è ciondolata in avanti

La svastica è un simbolo religioso. "Razionalmente" conoscevo il significato originario della svastica. Ma rimane che ad un europeo fa un ben strano effetto vedere delle svastiche sulle mappe stradali, che indicano i templi come noi indichiamo le chiese con le croci, e svastiche che decorano i templi e le statue dedicate ai monaci    

Mi azzardo a domandare spiegazioni alla signora che ci accoglie al monastero di Koyasan, madre del monaco a capo del monastero Zen stesso. Definirla "arzilla vecchietta" sarebbe un insulto, perche' a 90 anni suonati non gliene davamo più di 60, una vera pubblicità vivente per la dieta vegetariana, per di più con un passato di giovane ribelle che a 20 anni decide di andare a vivere da sola a Tokyo per studiare letteratura inglese. Insomma la sua domanda (a me) è: "Si usa ancora la svastica in Germania?"

I Giapponesi sono animisti ipertecnologici.  Cioè la tecnologia avanzata rischia di mettere in ombra ai nostri occhi, che la loro è una cultura animista, per noi associata all'arretratezza. Anche qui, si ha un bel sapere razionalmente le cose , poi realizzi che i preti vestiti di bianco e viola e le donne vestite di bianco e arancio che ti stanno davanti nei santuari shintoisti nel bel mezzo dell'ipertecnologica Tokyo, sono sciamani e sciamanesse.     

Il "matsuri" cioè la cerimonia shinto più bella a cui mi è capitato di assistere è il Daimonji a Kyoto.
Verso la metà di agosto c'è un momento in cui le anime dei morti tornano a visitare le loro famiglie. E' tradizione mettere da parte del cibo per loro - come ho scoperto qualcuno fa ancora in Friuli per Ognissanti - e lasciare aperta la porta di casa perché possano entrare. Nei santuari shintoisti, si possono fare offerte comprando bastoncini di legno su cui si scrivono i propri desideri. Questi bastoncini vengono tutti raccolti e usati per preparare cinque giganteschi falò, uno per ogni santuario shinto che circonda la città. Ogni falò in effetti ha la forma del nome del santuario corrispondente. La tradizione vuole che questi falò servano a guidare gli spiriti nel mondo dei morti, e che in questo modo gli spiriti portano con sé i desideri dei vivi.
 

Trovare un cestino della spazzatura è un'impresa. La spazzatura non è contemplata. Le strade devono essere pulite anche dalle cicche, per cui vige la notevole contraddizione che è vietato fumare per strada ma non nei ristoranti (!). Per le città è pieno di cartelli che dicono "bring your litter", e quindi uno gira portandosi dietro bottiglie d'acqua vuote e torsoli di mela, cercando speranzoso un cestino della spazzatura. Ma è raro trovarne uno e spesso non c'è nemmeno nel ryokan. A un certo punto ci è venuto il dubbio che la spazzatura i Giapponesi se la mangino, pur di non gettarla via. Finché una sera a Kyoto, nel quartiere delle geishe, dopo le 22 abbiamo avvistato alcuni sacchetti di sana spazzatura  lasciati evidentemente perché venissero portati via dagli spazzini. Tuttora però non ci è chiaro come e quando sia previsto tutto ciò.

A Tokyo vive una città nella città, cioè una comunità di barboni che si calcola di 3000 persone, forse più.  Sono molto diversi dai barboni e mendicanti che avevo visto in Europa e in America. A Londra sono generalmente degli asociali, o alcolizzati, o giovani con dreadlocks che si accompagnano di un cane, vivono fra i cartoni e aspettano che qualcuno faccia loro l'elemosina. A Parigi passano di metrò in metrò per domandare l'elemosina, con un'aggressività che corrisponde perfettamente al clima della città. A Montréal e New York invece, si sono inventati di mettersi davanti alle porte dei metrò o dei grandi palazzi, te la aprono se ti vedono avvicinare e ti allungano un bicchiere di carta in cui lasciare loro un tip: spesso ti augurano buongiorno con un'allegria contagiosa.
I barboni di Tokyo invece, generalmente non sono ne' alcolizzati ne' asociali. Sono spesso padri di famiglia che per qualche ragione hanno perso il lavoro e non hanno resistito alla vergogna, per cui non si sono più presentati a casa.  Vivono appartati e silenziosi  e s'ingegnano nel recupero di lattine e barattoli di plastica. Si sprecano le domande sui costi umani degli altissimi standard giapponesi.

Sapevo che in Giappone si mangia bene, quello che mi risultava difficile immaginare erano le riproduzioni in plastica dei piatti venduti, che si usano anche nei ristoranti chic  e nelle pasticcerie chic  , i frutti sono così rari che mediamente costano 2-3 euro al pezzo, e vengono presentati come dei piccoli tesorini coccolati  . Forse la cena più memorabile è stata quella fatta in un monastero Zen a Koyasan: se prevedete un giro in Giappone cercate di farvi tappa: i monasteri si autofinanziano con i visitatori stranieri, a cui offrono da dormire, da mangiare, e un'ora di meditazione Zen ;-)   E il dolce più memorabile: la torta al formaggio del Dojima Hotel (Osaka). Davvero un peccato non poterla portare a casa!!!! L'unico momento di rifiuto mi è capitato a Takayama, in un ryokan dove servivano la colazione tradizionale, che sembra essere una specialità molto ricercata: verdura, uova, alghe, e tofu mescolati insieme su una foglia di banano, tutto scaldato su una stufetta a kerosene. Sarebbe stato ottimo per cena, ma quell'odore la mattina non mi ha davvero stimolato l'appetito!!!    

 

Il turista italiano medio in Giappone è immediatamente riconoscibile grazie alla guida Lonely Planet in italiano sempre sotto il braccio. Tutttavia, non ha generalmente voglia di "attaccare bottone" e fare conversazione con i connazionali, spesso si mantiene silenzioso e defilato, e mostra inequivocabilmente che avrebbe quasi voglia di sparire. Peccato, proprio queste caratteristiche lo rendevano tanto attraente per me e Marlon, che ci saremmo volentieri fermati a fare conversazione.

postato da CloseTheDoor | 20:25 | commenti (10)


sabato, 03 ottobre 2009
 

"Cazzo sono sposato!"

Questa e' stata la prima frase uscita dalla bocca di Marlon, una volta uscito dalla doccia, the day after, guardandosi l'anulare "anellato". Il quale anulare sembra che ci metta un po' ad adattarsi alla presenza di un anello.... o forse è semplicemente l'anello che deve essere allargato un po'

Il post-matrimonio fu una sequenza di grandi corse, il rush per me per concludere un lavoro prima della consegna, la notizia del terremoto in Giappone che ha messo in allarme tutta la famiglia tranne ovviamente Marlon che ci aveva vissuto due anni, il viaggio verso l'aeroporto, e i lucciconi agli occhi di mio papa', visibilmente felice e commosso al momento della nostra partenza. Il viaggio e' stato magico, soprattutto all'andata abbiamo avuto un incredibile colpo di chiulo per cui ci hanno fatto fare l'upgrading gratis  alla business class, e quindi abbiamo viaggiato per 11 ore su questo sedile qui L'equivalente di un letto, praticamente. Non solo, ma il personale guardando i biglietti si è accorto che quel giorno era il nostro compleanno, e ci ha offerto una bottiglia di spumante con un bigliettino firmato da loro  Direi che ci hanno conquistato definitivamente per i prossimi voli !

Il soggiorno è stato lungo, a volte anche un pelo stancante, ma complessivamente illuminante. Quello che mi ha lasciata assolutamente senza parole è il loro livello di educazione. Ho trovato gente sempre incredibilmente pulita ed elegante. Con la notevole eccezione dei barboni di Tokyo, in tutto il soggiorno in Giappone credo di aver visto forse due persone che avevano i capelli non lavati di fresco, e un vestito non propriamente nuovo o stirato-come-fosse-nuovo. La quantità di negozi di cura della persona è impressionante, e in generale mi sono messa a guardare con un po' di invidia queste esili e minute signore giapponesi, che portavano con disinvoltura kimono e completi MaxMara  

Mi aspettavo, a dir la verità, gente molto cerimoniosa ma pure un po' musona, sul modello degli Svizzeri per intenderci, che sono molto piu' civili di noi, ma che non invidio molto per il clima austero che si respira nelle loro città.

Invece !

I Giapponesi sorridono moltissimo, ma parlano tutti a voce bassa. Dopo aver visto Roma e New York, e' difficile immaginare che una metropoli come Tokyo sia così silenziosa. L'inquinamento acustico è dato praticamente solo dai grandi cartelloni pubblicitari in cui viene trasmessa la musica. 

A un certo punto mi sono messa a filmare tutti: la gente che si mette in fila davanti agli ingressi in metropolitana e non spintona ne' urla, i controllori che quando entrano in un compartimento fanno l'inchino e dopo averti controllato il biglietto, ti chiedono scusa perche' ti hanno disturbato e dubitato della tua buona fede i bambini che giocano e cantano senza strepitare, i cani con gli occhi a mandorla che abbaiano... piano. Ho smesso di contare le volte in cui, vedendoci con in mano una mappa della citta', qualche perfetto estraneo si e' offerto di aiutarci. E le volte in cui ci siamo quasi rimasti male dalla generosita' e dalla specchiata onesta' della gente. A un certo punto, Cocca gravida ha declinato il trasporto della sua valigia, che e' finita sulle spalle di Marlon. Il quale, carico di due valigie, ha involontariamente attirato l'attenzione di cinque controllori dei treni, in successione, che si sono offerti di aiutarlo.  Nella frenesia degli spostamenti ci dimentichiamo la macchina fotografica (di un discreto valore) all'interno della Apple building. Il tempo di ritornare dentro era passata una buona mezz'ora, non troviamo la macchina dove l'avevamo dimenticata, bensì.... alla reception!, accompagnata da un bigliettino.   O il tassista che ha girato per tutta la città per trovare il nostro ryokan e restituirci un dizionarietto italiano-giapponese che gli avevamo lasciato in auto   Forse la migliore di tutte è stata quando da Tokyo dovevamo prendere uno Shinkansen (treno ad alta velocità) per Kyoto, e ci siamo presentati al desk di un altro treno Shinkansen: la signora che controllava i biglietti ha sollevato la sbarra di controllo per farci passare e ci ha praticamente presi per mano, guidandoci con una gran corsa fino alla nostra piattaforma, dove ci ha "consegnati" ad una sua collega, che a sua volta ci ha portati su e ci ha "depositati" davanti all'entrata del nostro vagone, in tempo per salire.  Ma anche una spettatrice del Teatro Noh, che vedendo esitare la sottoscritta sulle modalità di acquisto dei biglietti, l'ha praticamente "adottata" guidandola nella corsa fantozziana per accaparrarsi i posti migliori.  E ancora una specializzanda dell'ospedale universitario di Tokyo, che vedendoci entrare ci è venuta incontro per domandarci se ci poteva aiutare, e dato che non riuscivano ad ottemperare in giornata ad una nostra richiesta, si è sentita in dovere di venire a scusarsi. 

Ci siamo sentiti praticamente sommersi da generosità e cortesia e soprattutto non abbiamo mai avuto la sensazione che tutto questo fosse fatto "per forza". Sembravano piuttosto atti di cortesia elementare, una presa di responsabilità verso l'ospite, e più in generale una presa di responsabilità di come funzionano le cose rispetto a chi ti sta di fronte.

L'unico paragone che mi e' riuscito di fare è stato con una certa signorilità siciliana, ma soprattutto con le classi sociali medio-alte europee. E' come se tutto il Giappone fosse abitato da classi altoborghesi, che in treno Eurostar viaggiano in prima classe.

[to be continued]

 

postato da CloseTheDoor | 17:46 | commenti (17)