Eccomi reduce da un convegno di ben 4 giorni. Massacrante, perche' 4 giorni fitti di relazioni di 20 minuti dalle 9 alle 18 friggerebbero il cervello a chiunque, senza contare che mancavano le cornici esotiche che vengono messe apposta per rinfrancare i poveri convegnisti dallo stress del talk e delle relazioni diplomatiche...
Comunque rispetto agli altri convegni fatti finora, ho registrato alcune novita':
- ho imparato che nel momento della tensione e delle pugnalate alle spalle, riuscire a nascondere le proprie emozioni e' l'arma vincente: la gente e' attirata dalle persone calme, che trovano rassicuranti, insomma soprattutto nel mio mestiere, bisogna farsi venire fuori la cosiddetta "faccia da poker"; non e' che non lo avessi capito prima, diciamo, ma stavolta me la sono fatta venire, e ha funzionato;
- ho imparato che registrarsi e ascoltare la propria voce parlare PRIMA di dare il talk serve moltissimo;
- ho imparato che se un tuo superiore fa un complimento alla tua bravura davanti a tutti alla fine del talk, la cosa diventa imbarazzante e paragonabile a una "vendita del prodotto" per i concorsi successivi;
- ho imparato che effettivamente nell'universita' italiana ci sono dei picchi vertiginosi di genialita' e di ignominiosa ignoranza; posso dire di aver avuto la fortuna di avere come professori due specialisti riconosciuti a livello mondiale; ma in questo convegno, ho scoperto che un professore ordinario italiano che ha curato degli atti in cui pubblico io, parla come un candidato bocciato della L143.
(Per chi non lo sapesse, la Legge 143 e' una sanatoria prevista per gli insegnanti "precari" che non sono mai riusciti a vincere un concorso di abilitazione, ma che hanno totalizzato un certo numero di ore d'insegnamento. Fra i candidati che ci sono capitati, alcuni erano inspiegabilmente bravissimi, che ti domandi come mai non si sono mai abilitati, e altri sono inspiegabilmente in possesso di un titolo di studio superiore alla terza media. Abbiamo bocciato una candidata così, per poi scoprire che un P.O. italiano si esprime come questa candidata
)
- ho imparato che quindi devo mettere a paragone il giudizio entusiasta sul mio talk ricevuto qui in Italia, con il giudizio tiepido ricevuto in Francia;
- ho imparato che quindi, per sapere veramente quello che valgo, dovro' muovermi il piu' possibile all'estero;
- ho imparato che ho la forza interiore per affrontare tutto questo. L'essenziale e' non vedere il proprio lavoro come una cosa reale, ma come un teatrino in cui tutti sono attori, come diceva Shakespeare.
E come disse Rastignac:
"A noi due, adesso ! "

Gentile John Beer,
sono una docente universitaria. Le scrivo per farLe i miei complimenti per la rubrica "il Genio del Male", e' fatta molto bene.
Ho (solo?) 33 anni e un ricordo vivido del braccio di ferro con i professori alle superiori. Mi fa piacere che ci sia qualcuno che spinga gli studenti a reagire di fronte ad alcune delle ingiustizie e prevaricazioni che vengono denunciate.
D'altra parte, il vostro suggerimento di blandire, "leccare" o minacciare - a seconda della personalita' del professore - rispecchia anche il dato di fatto che quelle che sentivamo come giuste "crociate" verso professori arroganti e prevaricatori si trasformavano facilmente in strategie piccole e vigliacche se il professore mostrava i muscoli. Infatti finivamo regolarmente per prendercela con quello dei professori che si mostrava piu' debole, piu' pronto al negoziato.
Comunque voi difendete in alcuni casi il diritto a contestare le valutazioni dei professori basandovi su principi costituzionali. E' un po' tirata per i capelli, ma almeno i vostri suggerimenti (spero) spingeranno qualche studente ad andarsi a leggere gli articoli della Costituzione che citate.
Mi rimane un'unica perplessita', e adesso mi rivolgo a voi non piu' come ex-studenti delle medie superiori, ma come studenti universitari, quali mi pare di aver capito che siete. Voi passate il tempo a negoziare con i professori per fare il meno possibile? Oppure vedete l'utilita' di un programma serio per arrivare piu' preparati e competitivi sul mercato una volta laureato? O magari, chessoio, per farvi una cultura?
E' vero che viviamo nella terra dei cachi, in Parlamento siedono pregiudicati, corrotti e collusi con la mafia, in televisione a guadagnare i miliardi vanno esclusivamente gli incompetenti totali, e di ogni persona che fa carriera (per esempio la sottoscritta) si maligna su quali retroscena disonesti ci possono essere.
Pero', sa, io mi vergogno proprio tanto della mia terra dei cachi quando vado all'estero. Sono stanca di essere etichettata come persona poco seria perche' provengo da un paese poco serio. La soluzione sarebbe emigrare perche' così dimostrerei di non voler aver nulla a che fare con questa Italia. Vedremo. Il mio compagno dopo aver vissuto due anni in Giappone e' arrivato al limite di tolleranza, non escludo davvero che ci si possa pensare.
Cosa c'entra Lei con questo? Mi sono sempre divertita tanto a leggere le note
, le giustificazioni
, le foto dei bagni
. Tuttavia, mi rimane un po' di amarezza a registrare il fatto che vi siete organizzati per presentare un ricorso contro la reintroduzione dell'esame di riparazione, o dare agli studenti gli estremi legali per annullare prove d'esame assolutamente legittime facendo pressione psicologica sugli insegnanti. Insomma tante piccole cose che faranno sì che le matricole che entrano all'universita' saranno sempre piu' impreparate, facilone e strafottenti, e in prospettiva pronte a giocare al ribasso anche con la laurea, perche' tanto "si sa come vanno le cose in Italia".
Cordialmente Sua,
Close The Door
Una sana dormita e una tazzona di caffe' al ritorno dal convegno hanno appannato il ricordo dell'ultima sera. Un uomo sposato mi corteggia, anche se non ho capito se non ha finito per corteggiarmi insieme con un'altra convegnista, oggettivamente FIGA, definita da qualcuno " Elle a un physique de salope!"
Sono nel dubbio se lei e' palesemente di cattivo umore perché e' stressata per la comunicazione del giorno dopo, oppure perché lui mi ha invitata a sedergli accanto per farla ingelosire. Complice l'alcool, non riesco a fare a meno di notare il suo sorriso dolcissimo. Realizzo che il tradimento non e' originato necessariamente dall'infelicita'. Tuttavia, pensando ai rispettivi consorti, non mi va di mettermi nella situazione per cui non so con che faccia guarderei il mio Marlon Brando al ritorno. Quindi brandisco il mio bicchiere pieno di vino rosso e lascio l'uomo con la salope per andare a trovare il tavolo dei colleghi italiani: due salernitani molto colti e signorili, piu' due ragazzi e tre signorine che li ascoltano con sguardo adorante.
(Un giovanissimo francese si avvicina al tavolo, e si mette ad ascoltare il professore che parla. Una delle ragazze si gira e gli dice "Il professore sta spiegando, e' interessante!" Lui annuisce. Io mi giro e gli domando " Tu comprends l'italien?" Lui mi fa un sorrisone e mi dice "Non...")
Al "bar" aperto nella sua camera d'albergo da uno dei congressisti, si naviga fra i commenti di tutte le coppiette che stanno nascendo.
(A mezzanotte uno dei due prof. salernitani se ne va, e le tre ragazze lo seguono. Il corteggiatore francese si sente piantato in asso e fioccano commenti sul rapporto gerarchico fra il professore e le dottorande. "Vos filles sont verrouillées")
Verso le 3 del mattino arrivano le prime proteste dagli altri clienti dell'albergo, quindi ci spostiamo nella mia stanza. Diventa chiaro che nel gruppo c'e' una lesbica. Le avances lesbiche non mi erano mai capitate. Ma questa ragazza e' sempre stata così dolce e amichevole con me, che non so se le disdegnerei. Fra due fuochi con l'uomo sposato. Per fortuna, tutti sono rimasti presenti e nessuno ha spento la luce.
Conclusione: sono tendenzialmente etero e tendenzialmente fedele. Non mettetemi un bicchiere di vino in mano.
