Era una contadina, la piu' bella del suo paese.
All'epoca, i giovanotti passavano le serate nelle stalle delle famiglie, bazzicavano di casa in casa per conoscere ragazze carine, sotto lo sguardo attento dei genitori.
Lui, operaio, e quindi "signore", comincia a frequentare la famiglia di lei. Sul principio pensavano che fosse perche' gli interessava sua sorella. Ma una sera, con un gesto plateale, sposto' la sedia accanto a quella della ragazza, significando che era lei, e non la sorella, che gli interessava (qualche litigata ne seguì fra le due sorelle, e rincorse e cuscinate sui letti alti di legno).
Il fidanzato partì soldato, in Yugoslavia vide tanta crudelta' e tanta vigliaccheria mescolate insieme, che continuo' ad avere incubi fino alla fine dei suoi giorni. Un colpo di fucile gli fece fare la giravolta al braccio, che lo colpì in viso, quasi del tutto staccato. Con un'operazione all'avanguardia, e senza anestesia, glielo riattaccarono perfettamente, ma piu' corto.
Si sposarono sotto le bombe.
Lei rimase incinta, ma al momento del parto, il bambino non usciva e glielo uccisero cercando di tirarlo fuori con il forcipe. All'epoca, impensabile denunciare il dottore. Lei si ricorda che la prima volta che lo ha visto, una volta uscita dall'ospedale, voleva lanciarglisi addosso e cavargli gli occhi. "Ma cosa fai, calmati", le disse suo marito.
Nel frattempo, come si usava all'epoca, anche se aveva sofferto come una dannata e aveva perso il figlio, passo' dal parroco per il rito di purificazione richiesto alle partorienti. Perche' "avevano peccato". (I mariti no. Boh.)
Poi due figlie, una di seguito all'altra. Belle e intelligenti. Lei, nonostante avesse solo la 4^ elementare, le aveva seguite a scuola. Le piaceva la scuola. Benche' religiosissima, toglie le due figlie dall'asilo delle suore "perche' devono farli i bambini, prima di bastonarli".
Anche suo marito, benche' operaio, era un uomo che ragionava. Che partecipava al sindacato e spiegava alle figlie il valore delle lotte operaie. Il primo, forse, nel paese, a far studiare le figlie fino alle superiori. Nell'ilarita' generale. "Cosa spendi a fare i tuoi soldi, tanto poi si sposano" "Intanto non e' detto che si sposino, e poi comunque l'istruzione, e' tutto di guadagnato". "Ma insomma cosa vuoi che diventino le tue figlie?" "Presidente della Repubblica!"
Un incidente d'auto la rende praticamente invalida. Pero' le sorelle e le figlie malignano che se volesse, riuscirebbe anche a muoversi, e' solo che e' sempre stata tanto pigra, e lamentosa. E' quando nasce la quarta nipote che magicamente riprende a fare le scale: per vedere la sua nipotina. Dopo circa 30 anni in cui si faceva trasportare come un peso morto, dal marito e dai generi. Le figlie non sanno se rallegrarsi o strozzarla, per le ernie che nel frattempo ha causato ai cari congiunti. Ma si riscatta ampiamente, facendo da infermiera al marito invalido per piu' di dieci anni.
(E' ben vero che in una domenica d'agosto, ormai 80enne, litiga con una cugina coetanea che pretendeva di farle fare una gara podistica nella fattoria, trascinandola per metri, finche' disperata, esausta, con dei capelli che facevano pensare ad una serata in osteria, grida che non ne vuole piu' sapere.)
Ancora bambina da anziana, insegna ai nipoti a mettere il sale sulla coda degli uccelli per fermarli, e tante, tante filastrocche. Non ha studiato musica ma ha un'autentica sensibilita' musicale, adora Simon & Garfunkel e si commuove tutte le volte che ascolta Madama Butterfly di Puccini. E passa gli ultimi anni a rimpiangere il marito morto, guardando la televisione. Un cagnolino la rallegra per un po', ma l'angoscia e' tanto piu' forte, quanto inespressa.
A un certo punto le sue reazioni diventano irriconoscibili. Diventa triste, collerica. Dopo qualche mese arriva la diagnosi di cancro al cervello. Per fortuna i dottori dicono che non soffre, e si abbandona serena alle cure dei familiari.
Muore poco prima del compleanno della nipotina che l'aveva spinta a riprendere le scale. Ma aveva fatto in tempo a "sposare" la nipote piu' grande, e il suo fidanzato.
Non mi rendo mica conto che sei morta, sai nonna. Quando vado fra le bancarelle natalizie, mi dico che prendo un dolce per te. Ma no, che lo prendo a fare il dolce. Al tuo funerale, parenti e vicini affettuosi. Mi sono sorpresa a pensare all'enorme regalo che hanno le persone semplici e senza potere: e' vero, chi sta sopra comanda, e chi sta sotto si danna. Ma chi sta sotto, nel momento della verita' ha solo vero affetto.
Ho saputo che il mio capo tormenta non solo me, ma tutti i suoi sottoposti, con crisi isteriche e frasi velenose sibilate al telefono, o di persona con due occhi allucinati. Quando racconta delle frasi terribili che riesce a dire, lo fa con un'aria di soddisfazione.
La presa di coscienza mi rafforza nell'animo. Quello che m'indebolisce nei fatti, e' che i colleghi di pari grado al piu' lo considerano un eccentrico un po' ansioso, ma fondamentalmente inoffensivo, e anzi, da difendere.