Una persona assunta come ricercatore (o professore associato, o ordinario) rimane in periodo di prova per 3 anni. In questo periodo di prova deve fare due cose:
1. ricerca
2. insegnare.
La situazione e' abbastanza schizofrenica in Italia, dove l'Universita' e' pensata per fare ricerca, ma tutti, ricercatori compresi, sono assunti per fare didattica. Con il risultato che un ricercatore e' tenuto per contratto a fare 60 ore l'anno di insegnamento, mentre gli viene chiesto di farne mediamente altre 140, chi anche 240 (a me ci vogliono mediamente 3 ore per preparare una lezione di 1 ora, a volte anche di piu', dipende dall'argomento). Accanto a queste ovviamente vanno decine di altre ore per amenita' burocratiche varie (lauree, commissioni, consigli, verbali ecc.). Poi arriva l'estate e finalmente si puo' provare a fare ricerca. Ormai ho preso l'abitudine di dire che il mese di agosto è l'unico dove posso finalmente lavorare.
Si tiene conto di questo nella valutazione dopo il primo triennio? Grande questione.
Più o meno. Succede così:
- il Dipartimento valuta la tua attivita' di ricerca ed esprime un giudizio;
- questo viene integrato dalla valutazione della Facolta' sulla tua attivita' didattica e burocratica. Succede che se il primo giudizio non e' buono, in Consiglio di Facolta' ti "ringraziano comunque per il considerevole monte ore d'insegnamento e per le attivita' extra-accademiche".
- Poi c'e' una commissione nazionale, di tre membri. Questi tre se ne strasbattono di quello che dice la Facolta', e ti valutano unicamente per l'attivita' di ricerca. Quindi se hai accettato di fare 100, 200, 300 ore di lezione, pensando di dimostrare tanta buona volonta', sono stracazzi tuoi.
Quello che accade più spesso e' che ti danno un anno di proroga in cui devi produrre la ricerca che ti sei scordato di fare mentre facevi didattica. Se sei respinto una seconda volta, perdi il posto (del primo caso ho notizie, del secondo no).
Tutto cio' per dire che ho avuto "eccellente" al primo gradino. Purtroppo mia sorella mi ha citato Burns dei Simpsons.

Dedico a chi legge questo video dei Corvus Corax. Sono vestiti come dei pazzi, ma sospendete il giudizio per un secondo, e abbandonatevi al suono di cornamuse, arpe e ghironde, e all'immaginazione dei Carmina Burana






