e' da un po' che mi frulla in testa una domanda: perché ho incominciato questo blog? O meglio: sono stata attirata nella blogosfera dalla Contessascalza,
vera artista nell'attirare le masse nel suo blog pieno di erotismo, sensualità e humour nero, ma mai volgare. Oltre al suo blog ne creo' uno comune dal nome geniale ed evocativo, Femmina cabbadora , che pero' fu un po' per volta straniato dalle mie incursioni in siti "spirituali" di vario genere. Insomma le ho fatte scappare tutte le mie colleghe femminecabbadore. Troppo pesa e noiosa intellettuale sono. Così sono emigrata dalla cercando di farmi un blog mio. Il problema era il nome del blog. Escluso di chiamarlo come me. Ah gia', perché il nome "ChiudiLaPorta" ?
Perché essendo nata in Veneto, ogni volta che mi presentavo e dicevo che mi chiamo Sara, le reazioni sono sempre state due:1) chi parlava italiano, si metteva a cantare la canzone di Antonello Venditti (dopo decenni che la sento, oggi la odio cordialmente) ;
2) chi parlava dialetto, mi domandava ridendo: "Sara? Sara 'a porta!"
Insomma come chiamare il blog? Ho cercato d'istinto un "qualcosa" che mi potesse rappresentare. Un totem. Da bambina ho avuto un gatto e io adoro i gatti ma la blogosfera e' piena di gatti. Ho avuto anche un canarino, un pesciolino e una tartaruga, e una gallina. Ecco, l'animale che piu' mi puo' rappresentare e' la gallina.
La mia gallina si chiamava "Cocca"
La Coca mi era stata regalata dai miei nonni durante un soggiorno in montagna. Mio papa' le ha legato una zampina ad un albero, e lei terrorizzata ha inziato a correre, e piu' si sentiva trattenuta, piu' era terrorizzata.
Allora io l'ho presa e ho cominciato a parlarle dolcemente per calmarla.
Nessuno mi puo' dire che una gallina ha un cervello di gallina. Non e' vero. O almeno Coca non era affatto un cervello di gallina. Se mi affacciavo alla finestra del pianterreno e la chiamavo, lei zompava sul davanzale. Se correvo in giardino, lei mi seguiva. Da me accettava tutto, come un cane.
Poi al ritorno da una vacanza improvvisamente e' diventata un po' tonta, e tale e' rimasta finche' morì di vecchiaia quando io avevo 12 anni. Solo anni dopo i miei mi hanno spiegato che la 'vera' Coca era stata sbranata da un gatto quando io avevo 9 anni, e che incredibilmente mio nonno aveva trovato una sosia. Senza dirmi nulla, piazzarono questa Coca2 nel recinto. Ma Coca2 non aveva ricevuto l'addestramento di Coca1, e quindi mi sembro' sempre un po' tonta.
Ordunque, perche' ho cominciato, o meglio ho continuato, a scrivere in un blog?
Forse e' perché non mi dispiace il contatto con un numero indefinito di estranei di cui non vedo il viso.
In effetti ho conosciuto anche Marlon in chat.

I siti di incontro funzionano, sono basati sugli interessi in comune. Sono una specie di agenzia matrimoniale gratis. Non lo dico in giro, perché c'e' ancora lo stigma dello sfigato che cerca "incontri bollenti" in chat. Ma conosco almeno 4 coppie che si sono formate in chat, una e' transcontinentale e si e' felicemente sposata.
Ecco, di sicuro un'altra ragione per cui mi piace scrivere qui e' che posso mettere in scena la mia vita mantenendo l'anonimato. In effetti comincio a sentire "il ruolo" di un mestiere pubblico, dove le parole vanno pesate e soppesate, e dove il silenzio e' d'oro per davvero. Allora sfogo i miei bassi istinti su Youtube, dove straparlo senza fare danni. Ma piu' in generale credo che tutti i blogghers siano spinti dal desiderio di "rappresentarsi", di mettere in scena una vita che puo' anche essere solo una vita desiderata, di sentirsi un po' piu' fighi insomma, di quanto possono apparire nel mondo reale.
Ma soprattutto, mettere in scena la propria vita aiuta anche a non pensare troppo a viverla. Si fa una fatica bestia, a vivere. Ogni momento con il suo carico di decisioni da prendere. Credo in fondo che quello che mi spinge a stare nella blogosfera sia il desiderio di procrastinare.





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