Per la dignità della madre dell'uovo (anche pasquale)
Chi sono Una porta socchiusa :-)
Vivo in un quadro di Van Gogh, in mezzo a un campo di grano sotto un cielo blu e nuvole grandi e ricciolute, con tanto silenzio.
Non molto tempo fa sono andata dai sindacati per cercare di informarmi sulle prospettive di lavoro che si disegneranno a partire dal decreto Tremonti. Ovviamente il mio quesito era troppo specifico, nebbia completa, e il signore che mi rispondeva con molto buon senso mi ha congedata dicendo "La notte porta consiglio". Durante l'attesa eravamo in quattro, tutte donne, tutte piu' o meno preoccupate. Una ragazza non ne poteva piu' e si e' messa a parlare per tutte e quattro: siciliana emigrata al nord, giovane, sposata, con un bambino piccolo, non ha la patente, si passa le settimane a giostrarsi con i trasporti pubblici per andare a lavare le scale e fare la commessa dove l'assumono - sempre con contratti co.co.co. I selezionatori per i contratti cococo le domandano perche' non ha ancora avuto un posto a t.i.
( Pensavo che non c'e' tanta differenza fra il suo mestiere e quello del "giovane ricercatore" universitario, il senso di schiavitu' e' molto simile, con le segretarie che si dimenticano di mandare avanti le pratiche per gli stipendi degli assegnisti e dei docenti a contratto, e ti trattano come una cacchetta che ha ricevuto l'onore di lavorare lì, magari gratis, fino a piccolezze tanto umilianti come il non darti l'indirizzo e-mail dell'istituto, "perche' lei usa una struttura, ma lei qui non lavora a tempo indeterminato", come se uno sfruttasse i locali dell'universita' per il proprio piacere intellettuale invece che per prestare un servizio. L'ultimo degli amministrativi riesce sempre ad essere piu' carogna del professore ordinario piu' stronzo. )
Risponde una signora molto piu' anziana, anche lei "between jobs" come dicono gli americani, che sottovoce dice che non prova ad emigrare solo perche' ha una madre vecchia e malata. In coro, esclamiamo tutte che sì, si avrebbe proprio voglia di emigrare, ma c'e' qualcosa che ci trattiene. Ecco, e' stata la reazione corale a colpirmi. Così per caso, in sala d'aspetto, quattro persone sono pronte, almeno a parole, a partire per l'estero. Nessuno che ha reagito, come avevo sentito fare tante volte in passato, dicendo "No, ma insomma, io lasciare l'Italia, lasciare casa mia, lasciare i miei..."
Scappiamo? Scappiamo tutti! Ecco che ti trovo questo sito web:
Uélà !!! Tornai da poco da viaggio in Francia............a fra poco con le foto.
Vi dedico un video, con una breve spiegazione.
Con i miei amici francesi si e' fatto un gran parlare del separatismo basco, bretone e corso. I Francesi hanno una lunga tradizione di unità nazionale se non di nazionalismo, e trovano abbastanza inconcepibile l'idea di identita' regionali così forti come ci sono italia. La mia tranquillita' nel parlare delle bombe tirolesi e sarde li ha lasciati molto perplessi. Invece, appena ho menzionato la mia esperienza all'UQAM, Université du Québec à Montréal, tradizionalmente focolaio del separatismo quebecchese in Canada, la prospettiva si e' naturalmente rovesciata. Forse hanno pensato per un momento al punto di vista canadese quando Charles de Gaulle ha gridato "Vive le Québec libre! " a una folla estasiata nel 1967.
Io sono stufa delle bombe e delle rivendicazioni religiose etniche e nazionali che non portano a niente, se non a creare guerre. Sono una grande fan di Gad Lerner e del suo motto "siamo tutti bastardi" .
Insomma questo video per presentarvi un collegamento che finalmente sono riuscita a trovare: qualche post fa, avevo parlato del canto gutturale dei pastori dell'asia centrale e degli Eschimesi, e il Gattosilver mi aveva accennato che esisteva qualcosa di simile in Sardegna.
Eccovi due gruppi: i Tenores di Bitti e gli Huun Huur Tu.
Gia' questo tipo di canto mi mette la pelle d'oca, ma ditemi se sentirli in sequenza non fa impressione ! L'apparato vocale dovrebbe essere uguale in tutti gli uomini, per cui potrebbe essere che la stessa tecnica sia nata in modo indipendente.
Ma pensare che i sardi e i mongoli abbiano un comune antenato e che si siano poi separati migliaia di anni fa, come i Celti Boi che hanno fondato Bologna e la Boemia, e' senz'altro piu' affascinante :-)
Anche se magari e' un'emerita cretinata :-)