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giovedì, 29 gennaio 2009
Scusate, questo sara' un post molto amaro, di rigetto per l'ennesima "battutona spiritosa" di Silvio Berlusconi che cerca sempre di sdrammatizzare le cose. Nel merito ha ragione, non si puo' impedire che le violenze accadano con l'uso delle forze armate, pero' lasciatemi fare un piccolo esperimento.
Leggete questa frase:
"Anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile, le violenze sui bambini possono sempre capitare.
"Non si può pensare di mettere in campo una forza tale, dovremmo avere tanti soldati quanti sono i bei bambini"
Che impressione vi fa ?
Vi sembra banalizzante, aberrante, magari perfino idiota? Avete una reazione del genere "ma che cretinata sarebbe, bisogna mobilitare tutto e tutti per la sicurezza dei bambini!".
Invece qui, c'e' una protesta di rito da parte della sinistra ma ho l'impressione che la maggioranza delle donne italiane siano così abituate a sentirsi dire le frasi piu' aberranti e insultanti da trovarle normali, quando non le accetterebbero mai se fossero rivolte ai loro figli.
Viviamo tutte in un'apartheid mentale. La violenza sulle donne e' considerata, ma da tutti, non dal solo Berlusconi ovviamente, normale ed inevitabile. Se un uomo viene aggredito, si protesta sulla questione sicurezza, ma se e' la donna che viene aggredita, era lei che doveva stare attenta a non mettersi in situazioni di pericolo, in modo particolare se bella.
Io credo che in un paese civile ci si dovrebbe preoccupare :
a) che gli uomini italiani siano RIEDUCATI, sì, RIEDUCATI, al rispetto del corpo e dei desideri femminili, rieducati rispetto all'educazione che ricevono dalle loro stesse madri, perche' troppe volte le madri di figli maschi sono più maschiliste degli uomini (chi mi conosce sa che sto pensando a mia zia);
b) come conseguenza, che ci siano delle attenzioni particolari alla sicurezza delle donne: ad esempio in Canada dopo le nove di sera, una donna ha diritto a chiedere all'autista di un autobus di fermarsi in un punto diverso dalla fermata. E non e' un provvedimento a vuoto, l'ho sperimentato di persona;
c) che una volta che la violenza e' avvenuta, ok abbiamo fatto dei passi avanti rispetto all'abisso di turpitudine dimostrato dalle mogli e madri degli stupratori e dai loro avvocati al "Processo per stupro" del 1979, ma dico una volta che la violenza e' avvenuta, si puo' aspirare alla giustizia?
Qualcuno si ricorda di questa ragazzina qui ? Si chiamava Désirée Piovanelli, e aveva 14 anni quando è stata attirata da un suo compagno di scuola in una cascina di campagna con la scusa che erano stati trovati tre gattini. Li' ha trovato tre compagni, non uno, e un adulto, Giovanni Erra, che dopo aver cercato di violentarla l'hanno massacrata a coltellate.
Dopo aver scontato un quarto della pena inflitta (da 10 anni per i minorenni all'ergastolo per l'adulto), tutti gli assassini, dico *tutti* gli assassini, si sono visti scontare la pena, per varie ragioni. Ora, io sono d’accordo con il discorso di principio del nostro sistema giudiziario e penale, che deve tendere al recupero della persona. Ma passare da 10 a 2 anni e mezzo di reclusione dopo aver ucciso una persona non involontariamente, ma in modo premeditato, non mi sembra normale.
E quello che mi sembra ancora meno normale nel nostro sistema, e’ che si da’ la colpa ai giudici. I quali pero’ si vedrebbero impugnare la sentenza se facessero qualcosa che non segue la legge. Ma come possiamo pensare di avere delle leggi severe e che vengano rispettate, quando i nostri parlamentari sono i primi a violarle tutte, e ad auto depenalizzarsi i reati? 
mercoledì, 28 gennaio 2009
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CTB Teatro Stabile di Brescia
LA BADANTE
con Ludovica Modugno
e con Emanuele Carucci Viterbi, Leonardo De Colle, Paola Di Meglio, Giuseppina Turra
scene Josef Frommwieser
costumi Marina Luxardo
regia Cesare Lievi
Lo sguardo dell’”altro” rovescia, distorce e infine denuda chi siamo o siamo diventati. Lo sguardo dell’”altro”, oggi, può essere quello dello straniero, tema a cui Cesare Lievi, regista-drammaturgo bresciano di folgorante potenza visiva, ha dedicato negli ultimi anni un trittico, concluso ora –dopo “Fotografia di una stanza” e “Il mio amico Baggio”- da “La badante”.
Al centro, appunto, non è solo la condizione dell’immigrata, ma anche una denuncia desolata e a tratti sarcastica sul nulla del nostro quotidiano, sul vuoto del nostro ordinario benessere. Spie, queste, di un deserto interiore che l’occhio estraneo smaschera con la vitalità e l’innocenza di chi s’impianta nel corpo degenerato di una società inaridita, attenta all’avere, insensibile all’essere e impoverita nel cuore.
Cartina di tornasole è dunque Ludmilla, badante ucraina, rigettata dalla Signora cui dei figli egoisti l’hanno imposta e, poi, sospettata quando si scopre la scomparsa dell’eredità di famiglia. Il finale è a sorpresa, in questa pièce in tre atti, pietosa, implacabile, anche atrocemente esilarante, con cui Lievi conferma una nuova crescente sensibilità alle contraddizioni e alle fragilità del nostro vivere contemporaneo.
In una scena claustrofobica, spazio chiuso di un Nord italiano che potrebbe essere qualsiasi altro luogo d’Occidente, lo assecondano dei perfetti attori, che, capeggiati dalla Signora-madre di una superba Ludovica Modugno (Miglior Attrice 2008 al Premio della Critica Teatrale), disegnano la vacua geometria di sfasciate relazioni affettive e familiari. Sullo sfondo di quasi due milioni di colf e badanti straniere. Di che riflettere.
martedì, 20 gennaio 2009
delle amiche francesi mi hanno fatto conoscere Gad El Maleh, un comico marocchino naturalizzato francese.
Una forza della natura !
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Non so perche' ma non ho mai trovato davvero attraente nessun francese, unica grande eccezione Sébastien Chabal , non dev'essere un caso, mi sa che a me gli uomini piacciono "maschi" :)))
Purtroppo Youtube non contiene i suoi video piu' belli (di Gad El Maleh), perciò ve li punto qui, qui e se parlate francese, qui.
lunedì, 12 gennaio 2009
Buongiorno a tutti. Dopo che mi hanno messo nella situazione di fare da segretaria e factotum da organizzare un convegno e mi hanno detto in superritardo di questo convegno per cui avrei dovuto preparare non solo una presentazione, ma un articolo importante perche la pubblicazione ospiterà dei BIG, mi trovo a 4 giorni dalla deadline ad essere ancora occupata a sbobinare l'intervento di un relatore, che se sapesse dove gliela ficcherei io la sua relazione... intervento geniale, ma se ha tutto il materiale pronto, che cita dai suoi libri vecchi, non vedo PERCHE' CAZZO HA BISOGNO DI QUALCUNO CHE GLI SBOBINI. Insomma il moroso si fa 3 ore di treno per venirmi a trovare e passiamo il wikki con me che lavoro, passo due notti di fila al lavoro, adesso sono pronta per questo lunedì da masticare tutti. Anzi, ovviamente no, perche' gli ordinari non sono abituati ad essere contraddetti, per cui diro' con tono asciutto "Mi dispiace, lo sbobinamento ha occupato molto piu' tempo del previsto, percio' non faro' in tempo a consegnare il mio paper". Paper, sì, voglio dire, non solo non ho niente di scritto ma non so proprio che cazzo scrivere, nello stesso libro con dei GENI... vabbe'.
Insomma, quando avevo 20 anni avevo l'ideale "foscoliano" di lasciare il segno. Oggi:
LATHE BIOSAS.
lunedì, 05 gennaio 2009
Una vecchietta di almeno un'ottantina d'anni, ma tutta fiera e impettita, entra in una farmacia di Venezia e chiede al farmacista:
-Gave' voialtri l'aspirina?
-Sì, certo che l'abbiamo.
-E gave' i anti doloriferi?
-Abbiamo anche quelli, signora!
-E l' Viagra?
-Sì pero' lì ci vuole la ricetta del dottore!
-E gave' par caso e medissine par i reumatismi?
-Li abbiamo!
-Oh...el me diga.... el gel par le emaroidi, el ghe xe?
-C'è, c'è....
-La purga par 'ndar de corpo?
-Ma certo!
-I antidepresivi?
-Per quelli ci vuole la ricetta!
-I soniferi?
-Abbiamo sia quelli con ricetta che senza!
-E le giosse par aumentare la memoria?
-Si ci sono anche quelle!
-I panolini par l'incontinenza?
-Ma lei scherza, signora? Certo che ci sono!
-E gave' anca....?
A questo punto il farmacista perde la pazienza e dice:
-Signora, mi stia a sentire, lei è entrata nella migliore farmacia di Rialto, noi abbiamo tutto ma proprio tutto! Adesso mi vuole dire cosa le serve davvero?
-El veda, sabo prosimo me sposo col Bepi, che el ga 95 ani: voevo saver se posso lassar qua la lista de nozze!
postato da CloseTheDoor |
18:49
| commenti (1) italia, amore, venezia, sesso, barzelletta, matrimonio, anziani, viagra, nozze, farmacia, tempus fugit, incontinenza, stimoli quotidiani, veneziano
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