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lunedì, 30 marzo 2009
giovedì, 26 marzo 2009
Condivido l'antenna con la mia padrona di casa, e non so come mai ma mentre lei vede bene, per me tutto il segnale tv e' guasto, prendo solo Rai2 e Rai3 e qualche segnale intermittente di Italia1. In piu' le immagini sono sempre in bianco e nero, con i puntini di quando la frequenza e' sbagliata, e si sentono un sacco di sgrìsoi, rumoretti fastidiosissimi. Insomma una tv da vera intellettuale.
Poi ho allacciato il telefono fisso e ho fatto l'abbonamento Alice Casa, che magicamente mi dava il segnale normale della RAI più la Fox e qualche film Mi ci sono abituata e così allo scadere del periodo di prova, ho deciso che mi sono stufata di fare l'intellettuale e ho acceso l'abbonamento a Sky.
Mi sono fatta delle scorpacciate de L'ispettore Barnaby, i Simpsons, Sex & the City, per di piu' con il divertimento di guardarmeli in inglese ché mi pare di essere tornata negli Stati Uniti. Finché un giorno Marlon fortunatamente non e' andato su Wikipedia e mi ha fatto notare che nel pacchetto ci sono la BBC, la CNN, e 6 canali del National Geographic e History Channel, che Atlantide in confronto e' una barzelletta. Perché nessuno degli operatori Sky sa dirti che canali ci sono, ma ti rinvia a Wikipedia. Così ho allegramente switchato su Adolf Hitler che pianificava di bombardare New York, e Gesu' di Nazareth che aveva 2 fratellastri, 2 sorellastre e 2 fratellini. Mi guardo anche i Simpsons, ma la coscienza di studiosa rimorde meno E poi do i soldi a Murdoch e ho eliminato dal mio palinsesto personale le tette e i culi di Mediaset. Tie'! Unico difetto: l'apparecchio ogni tanto s'impianta, si comporta come un mulo quando punta i piedi e dice che e' stufo. E ovviamente era ieri sera. Così mi sono guardato Roberto Saviano in bianco e nero che commentavasbuffzztazzzcrshshshsh dlle fotografie di cui non vedevo i dettagli.
Ma dato che Saviano ci ricordava che siamo stati silenziosamente in guerra per anni, uno standard televisivo anni '50 ci stava pure.
Non è stato facile ma e' stato comunque molto bello guardare lo speciale di stasera di Che tempo che fa con Roberto Saviano ospite. Ho trovato il suo libro rivelatore. Una pugnalata allo stomaco. Non solo sapere come e perché si muore in un paese che si ritiene civile e che ha prodotto le organizzazioni criminali fra le più spietate e pericolose al mondo. Ma soprattutto rendermi conto per la prima volta di alcuni meccanismi dell'economia su cui non avevo mai riflettuto. Per un economista saranno cose banali, per me è stato vedersi dipanare una matassa. Il peso delle mafie nell'economia mondiale è pazzesco. E mentre strangola imprenditori e lavoratori, un camorrista può argomentare che fa l'interesse del consumatore. Per esempio della donna oversize, detta anche cicciona, che può comprarsi un vestito Armani, senza sapere che è di una taglia che Armani non produrrà mai. Un falso a modico prezzo. Ma al prezzo di consegnare intere zone ad uno stato di guerra e terrore. Mentre parlava da Fazio, Saviano mostrava le fotografie delle persone di cui parla nel libro. Queste persone uscivano dal mondo della tua immaginazione e si confrontavano con una storia fisica, vera.
C'è anche che Saviano mi attrae da morire. Lo trovo bello. Con uno sguardo di petrolio da sgamato, fatalista, eppure pieno di fuoco. E più si consuma di nevrosi per la condizione da topo in trappola in cui è costretto, più gli andrei incontro per mettergli una mano sulla spalla, cominciare a baciarlo, cercare di calmarlo... E ho un'ammirazione sconfinata per il suo coraggio. E' una cosa strana questa, il coraggio dei meridionali. Con l'esplosione degli studi sul DNA, qualcuno direbbe che è una variabile genetica.
Ho in testa una "teoria" su questo: qui al Nord siamo equamente divisi fra mediamente coraggiosi e vigliacchi, il che produce una condizione di tranquillità. Invece al Sud la gente si divide fra mediamente vigliacchi (la maggioranza), gli acutamente vigliacchi (i mafiosi) e gli acutamente coraggiosi (quelli che trovano il fegato di non pagare il pizzo, penso ai padroni dell'Antica Focacceria di Palermo). I mediamente coraggiosi sono emigrati.
Io sono mediamente vigliacca, e sono sicura che se vivessi al Sud mi comporterei come la maggioranza. Ho sentito troppi italoamericani dire che non torneranno mai in Italia. Perché a voler difendere sul serio la propria dignità di cittadino al Sud, ci si rende la vita un inferno.
Oppure non è genetico, è solo il segno dell'esasperazione. La stessa sensazione di impotenza e di assedio che ha guidato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a diventare magistrati. Falcone e Borsellino sono stati uccisi, Saviano tenta la strada delle parole, per mostrare che cambiano la nostra visione della realtà. Saviano PARLA, parla molto del Corriere di Caserta, non credo che potranno querelarlo perché ha citato dei titoli che loro hanno effettivamente messo, ma di sicuro se già prima piovevano critiche su di lui, andando in RAI a parlar malissimo di loro e dire che il loro direttore è praticamente colluso, ha ben piazzato la spada di Damocle sulla sua testa. Forse è la stessa esasperazione che oggi produce timidi segnali di cambiamento, che ricordano quelli del 1991-92. Pippo Maniaci, leggo, riceve minacce mafiose ma anche la solidarietà dei palermitani. E il 19 marzo scorso, anniversario della morte di Don Peppino Diana, i casalesi - nel senso di abitanti di Casal di Principe - hanno applaudito alla manifestazione in suo ricordo e messo lenzuola bianche alla finestra.

O forse hanno applaudito solo perché volevano bene a Don Diana, e solo a lui? E continuano ad odiare Saviano? Ma perdio, se tutti quelli che pagano il pizzo, le loro famiglie, la gente che non trova lavoro, se tutti quelli che hanno la vita segnata dalla presenza mafiosa, si unissero, sarebbero una forza che nessuno potrebbe battere. Hitler è stato sconfitto, perché dobbiamo temere uno che si fa chiamare "Sandokan"? Ma già è vero. E' il Nord che si è liberato da solo con la Resistenza, non il Sud. A me preoccupa che l'eccezionalità di Roberto Saviano sia la sua condanna a morte. E' troppo esasperato. Troppo eroico. Talmente eroico da scatenare l'invidia di chi vorrebbe avere il suo stesso coraggio, ma non ce l'ha. E quindi ne parla male.
Per quello che può valere, vorrei dire qui che penso che Roberto Saviano abbia reso un servizio immenso al nostro Paese, e che chi dice che ci ha coperti di vergogna non ha capito niente, e fa involontariamente il gioco della Camorra. Non dirò niente invece a chi parla di lui come di un opportunista che si è fatto i soldi, perché chi parla così è senza speranza, è già Camorra. Vorrei solo che provasse a immaginare come se li sta godendo... e se farebbe a cambio con lui. Annoto con profondo disgusto le affermazioni di Emilio Fede su Roberto Saviano, che per me vanno proprio in quel senso. E che finiscono per andare nella direzione paventata da Saviano stesso, cioe' la sua uccisione morale. La sua diffamazione.
domenica, 22 marzo 2009
Il post di Betty sul recente saccheggio di Shakespeare in chiave scamarciana mi sembrava riassumere la tendenza trash del momento a riesumare vecchi classici e distruggerli in chiave intellettualoideperteenagers. Invece ho scoperto che si prepara ben altro...
Una tendenza sinistramente demenziale, con il forthcoming Gnomeo & Juliet. Non so a voi, ma a me le immagini che stanno circolando non promettono nulla di buono

Poi c'e' il filone horror, la cui vittima e' stavolta Jane Austen. Pride and Prejudice and Zombies. Magari mi sbaglio ma mi sa tanto di King Kong contro Godzilla
anche se riconosco che il titolo di Godzilla incontra Monna Lisa e' ingannevole
Invece, non fosse altro perche' hanno avuto piu' fantasia per il titolo, Pride and Predator lo andrei a vedere !

Qui attend au dernier moment et compte sans l'imprévu arrive ordinairement trop tard et manque le coche. Pour être à temps dans la vie, il faut être en avance.
AMIEL, Journal intime, 16 févr. 1866, p. 142.
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