Non vedo l'ora di fare la nuova ecografia, è diventato di nuovo tutto abbastanza irreale.
Nel frattempo, c'e' da vergognarsi... sono andata al cinema a vedere il nuovo "Star Trek" quasi per caso. Il film ha un inizio lento e perfino dozzinale, temevo seriamente il B-movie di fantascienza stile "Il mostro della laguna". Poi però ha preso ritmo e soprattutto alcune scene sono state girate con uno spassoso senso dell'umorismo. Ed è impressionante la somiglianza fisica dei personaggi con i loro "originali" del '69, non solo nei tratti fisici, hanno tutti qualcosa nello sguardo che ti riporta alla memoria la vecchia serie.

E poi Mr Spock e la luogotenente Uhura ... mi hanno conquistata.
Col senno del poi, credo che questa serie tv abbia segnato il mio pensiero di bambina. Una di quelle influenze subliminali tipo la sindrome da infermiera-zerbino che aspetta la giusta ricompensa dal destino, che Candy Candy ha propagato in generazioni di ignare fanciulle.
No, un'influenza positiva quella di Star Trek. In tempi di conflitti razziali e guerra fredda, trasmetteva un messaggio di speranza sul futuro, in cui il razzismo diventerà "illogico" nei termini del dottor Spock.
Oggi leggo diversi commentatori americani dire che il loro sguardo sui neri è cambiato proprio vedendo Uhura in Star Trek. Martin Luther King aveva visto lontano, quando ha pregato Nichelle Nichols, che si stava scocciando per varie ragioni, di rimanere nella serie.


