Sono alla 35^ settimana. Cioe' sto finendo l'8 mese.
Il 6° e 7° sono senz'altro stati i migliori, finite le nausee, nonostante cistiti emorroidi piedigonfi maldischiena e sanguedanaso, ci si muove con leggerezza fisica e d'animo. Poi la pancia fa il suo mestiere: cresce, si muove, e... pesa. Adesso quando salgo le scale arrivo in cima col fiatone, mi sento una campionessa solo per avercela fatta, ma incrocio gli occhi sbalorditi degli studenti 20enni che evidentemente vedono solo una professoressa un po' ippopotama. Una passeggiata o una corsa in bici di una mezz'oretta caricano in maniera inaspettata quello che l'ostetrica chiama il "pavimento pelvico", che sarebbe poi la striscia di carne che sta in mezzo alle gambe e tiene su tutto.
L'uccellino, poi diventato un micio, ha assunto progressivamente le movenze di una biscia. Ma adesso, siccome è podalico, sento proprio la testina che spinge sul diaframma e mi ferma il respiro, e i piedini che vanno a farmi il solletico sulle costole. Le ecografie sembrano immagini dallo spazio, in cui il bimbo si lascia vedere mentre si lecca una mano e sembra che saluti. E' chiaro che sente i rumori: quando sente la voce scherzosa di Marlon o quella squillante di mia mamma, gira la testa a destra e sinistra come per cercarli. Mentre mia mamma quasi gorgheggia davanti al pancione, Marlon è impacciato da far tenerezza, gli fa le pernacchie e come prima frase è riuscito a dire "Ciao bimbo: tuo papa' è scemo!"
Mi ero sempre molto innervosita quando, parlando di figli, veniva fuori la sequenza "Tu hai figli? - No. - Allora non puoi capire". Pensavo, ma che diamine c'è da capire? Ok, è un legame di incommensurabile affetto, che ti fa fare le cose più pazzesche. Invece no. Dentro di me si è instaurato un legame diverso, un legame di carne, che non è affetto. Lo precede. Non posso sinceramente dire di voler bene a questo bambino, perche' non l'ho ancora visto, non lo conosco. Ma sono i miei visceri. E con tutta la fatica che ci si mette, le piccole e grandi noie, e la paura del Grande Dolore Finale con cui siamo chiamate ad espellere il bolide stile lanciatrici di peso alle Olimpiadi, credo che sarei capace di staccare il naso a morsi a chiunque osasse torcergli un capello.
La parte divertente sarà quando dovrò rendermi conto che si tratta di una Persona, che non farà né dirà né penserà quello che farei direi penserei io. Ma penso con tenerezza al momento in cui, immagino fra una quindicina d'anni circa, mi dirà che mi odia e che gli ho rovinato la vita.


